giovedì 27 dicembre 2007

il mago dei numeri- Enzensberger

Il sottotitolo di questo libro è già un esplicito invito alla lettura: “Un libro da leggere prima di addormentarsi,dedicato a chi ha paura della matematica”. Non avendo un rapporto facile con la materia ho deciso di leggere un libro che mi potesse aiutare a comprendere meglio questa mia paura e devo dire che questo libro mi ha aiutata parecchio………….e spero possa aiutare anche molte altre persone.

Ecco perché ho deciso di condividere questa mai” scoperta” con i visitatori del mio blog!

Si tratta di un piacevole romanzo-favola in cui è raccontato, sotto forma di brevi avventure oniriche, il crescere della singolare amicizia tra un ragazzo, Roberto (anni 10) che odia qualsiasi cosa abbia a che fare con la matematica, la trova arida e incomprensibile a tal punto che ne letteralmente terrorizzato e un ometto rosso, irascibile ed astuto che si dichiara “mago dei numeri”. Ma proprio con lui Roberto di notte in notte, di sogno in sogno,vivrà avventure divertenti, imprevedibili e avvincenti... e ogni volta il maghetto proporrà a Roberto stupefacenti esplorazioni e scoperte nell’universo della matematica, ,riuscirà a fargli amare la matematica usando termini tutti suoi (ad es. estrarre la rapa al posto di dire estrarre la radice quadrata numeri naturali vengono detti numeri normalissimi, i numeri primi numeri principi, i numeri irrazionali numeri irragionevoli, , elevare a potenza saltellare ecc.)
Inizialmente per Roberto si tratta di un incubo, il prosieguo di quello che egli già vive a scuola con il suo perfido professor Mandibola. Nelle notti successive(in tutto 11) il sogno diventa sempre più piacevole: con fare accattivante il mago dei numeri guida sapientemente passo dopo passo il ragazzo alla scoperta delle magie dei numeri primi, dei numeri triangolari, dei numeri di Fibonacci, del triangolo di Tartaglia, delle straordinarie proprietà dei numeri irrazionali…
finchè, l'ultima notte, Roberto viene invitato al grande ricevimento nell'Inferno/Paradiso dei numeri dove fà la conoscenza di molti grandi matematici del passato.
Enzensberger,che non è un matematico di professione, ma uno dei più noti scrittori tedeschi contemporanei, autore di molti libri di narrativa e di saggistica, non pretende in questo libro di spiegare il significato della matematica spiegare come si sviluppano le competenze matematiche più generali. Egli cerca invece di esemplificare come sia possibile far uso di alcuni semplici concetti matematici per trasformare lo studio della matematica da un incubo ad un sogno piacevole. Devo dire che il risultato è sorprendente perché riesce a dare prova di un modo elementare e coinvolgente di insegnare i numeri. Il libro contiene infatti raffinate elucubrazioni numerologiche ricche di originali riferimenti alla struttura sintattica dei numeri.
Il libro credo sia adatto a tutti, per coloro che come me hanno avuto un rapporto difficile con la matematica e soprattutto che hanno scelto di diventare insegnanti e si trovano per questo a combattere quotidianamente snervanti battaglie.. con i ricordi del passato ..
Cosa c’è di meglio per tutti allora della lettura di una favola su un argomento decisamente inusuale: la matematica , appunto!
Una favola sulla matematica? Devo confessare che proprio questo ha fortemente incuriosito una come me che della matematica ha avuto sempre paura ma che non si era mai soffermata prima d'ora a riflettere sul fatto che nella matematica ci potesse essere qualcosa di fiabesco e che nell’insegnarla ci si potesse trasformare in un mago dei numeri.
Non pochi sono infatti i temi sui quali la lettura di questo libro ci può sollecitare a riflettere.
In primo luogo il vero incubo di Roberto: il professor Mandibola. E’ un incubo che Roberto non vive nei suoi sogni notturni ma purtroppo sul suo banco di scuola, durante l’ora di matematica. Roberto ritiene i compiti che gli assegna il professor Mandibola “ un modo da deficenti per passare il tempo”: “se due pasticcieri in due ore fanno 444 ciambelle, quanto tempo impiegano cinque pasticcieri per farne 88?”
Capita purtroppo anche nella realtà di odiare la matematica perchè i maestri o i professori che la insegnano non sono all'altezza!

E’ questa la visione della matematica che molti, come il protagonista del libro, hanno maturato a partire dalla scuola elementare vissuta angosciosamente e che non li più riavvicinati ad essa ma li ha condannati inesorabilmente ad odiarla. Credo infatti che se nel proporre lo studio di questa disciplina, a tutti i livelli, ma soprattutto con i più giovani, si tralascia la creatività, la curiosità, lo stimolo all’iniziativa personale e i processi mentali si appiattiscono su meccanicistiche ripetitività, si preclude ogni elaborazione critica mediante la presentazione di soluzioni preconfezionate, è inevitabile che si sviluppino noia, paura, rifiuto o addirittura, odio.
Il mago dei numeri rispondendo a Roberto circa il problema sottopostogli dal professor Mandibola tiene subito a precisare che “la matematica con quella roba non c’entra….La matematica , caro mio, è un’altra cosa!”. Roberto , come molti, non ci crede e risponde: “Stai solo cercando di farmi cambiare idea. Di te non mi fido e se cerchi di rifilarmi degli esercizi anche in sogno mi metto a urlare. E’ vietato maltrattare i minori!”.
mostra a Roberto come far matematica può essere divertente come far magia: di magico i numeri hanno che sono semplici, ma già da un semplice 1 si può far "apparire" qualunque numero!
L’ometto dovrà comunque faticare non poco per guadagnarsi le simpatie del ragazzo e fare in modo che cambi idea.
È utile evidenziare una cosa fondamentale: Roberto in tutto il libro non afferma mai che la matematica è difficile da capire , ma che è una noia, “un modo da deficienti per passare il tempo”, appunto.

La vera magia nell’avvicinare i ragazzi alla matematica non consiste dunque nel rendere semplice qualcosa che di per sé non lo è e che forse proprio per questo dà la soddisfazione di essere capita, ma nel suscitare interesse e coinvolgimento..
Curiosità e criticità sono infatti le leve in grado di sospingere progressivamente un ragazzo a progredire in uno studio della matematica che non abbia nulla di noioso e di sofferto. La magia dell’ometto stravagante che accompagna Roberto nei suoi sogni non risiede, allora, tanto nel far apparire e scomparire strane calcolatrici, serpenti di numeri, lepri e quant’ altro di fiabesco, quanto piuttosto nel saper abilmente stimolare la curiosità di Roberto, nel mantenere desto il suo senso critico, nel coinvolgerlo continuamente nel mondo dei numeri.
E’ di questa magia che un insegnante dovrebbe far continuamente esercizio.
Mi sembra anche ciò che il professore Lariccia sta cercando di trsmetterci!
Così come l’abilità di un mago consiste nel far diventare magici oggetti che per altri sono comuni, una delle abilità di un bravo insegnante consiste nel far diventare magici gli oggetti della matematica, quegli oggetti che comunemente sono invece visti come strumenti di noia e di tortura.
Un ultimo motivo di riflessione si ricollega, infine, proprio a questa magia: la matematica diventa magica, cioè coinvolgente, nel momento in cui, lontano dalle idee astratte e dai discorsi teorici, si cala negli oggetti del mondo che ci circonda e diventa un gioco. Ecco allora che i numeri diventano alberi, insetti, lepri, noci di cocco e riflettere su questi oggetti .. Egli ci prende gusto e il piccolo mago riesce in maniera indolore a ricondurre alla fine il pensiero di Roberto a quelle idee astratte che pur sono aspetti non meno magici della matematica. Il gioco dunque è uno strumento per imparare meglio, per risolvere problemi, per imparare a pensare più che a calcolare, a valutare più che a misurare. Scrive Platone nella Repubblica :
Occorre dunque che i calcoli e la geometria (…) siano proposti per lo studio fin dalla
fanciullezza, ma è necessario non dare all’insegnamento forma di studio sforzato (…) Non educare dunque per forza, o egregio amico, i fanciulli nella discipline, ma come se
giocassero, affinché tu sia pure maggiormente in grado di vedere a cosa tenda ciascuno per natura”.

Un libro semplicemente squisito che insegna divertendo.
Lo consiglio a tutti quelli che odiano la matematica perché a qualsiasi età non è mai troppo tardi per appassionarsi alla matematica!
IO CI STO RIUSCENDO!!!!!! Ma lo consiglio anche e quelli che la adorano perchè nella vita non si finisce mai di imparare...! E soprattutto a future insegnanti, per imparare un modo gentile ed efficace per fare apprendere in modo piacevole la matematica.
«Tutti i bambini sognano di volare. In matematica si vola, eccome».
H. M. Enzensberger

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