
Eccomi qui a segnalare un altro libro che sto leggendo durante la preparazione degli esami di matematica che mi sta aiutando a riflettere sul mio rapporto con la matematica da alunna ma anche da futura insegnante.
Il racconto-favola si snoda attorno alla storia di Filippo, detto Filo, che è un bambino molto fortunato perche’ passa parecchio tempo in compagnia del nonno saggio e appassionato con un inguaribile piacere di comunicare, professore di matematica in pensione che tanto ama il suo ex lavoro e che sente un po' di nostalgia dei suoi allievi. Ecco che il vivace e curioso nipotino diventa un vero e proprio discepolo al quale tramandare il pensiero matematico. Riflettendo, cosa c’è di meglio di questi due protagonisti per descrivere quella situazione magica che è l’apprendimento?I due parlano spesso di matematica e guardano il mondo attraverso la lente dei numeri e della geometria. Il terzo vertice del triangolo è rappresentato Grazia, insegnante ufficiale di matematica del piccolo Filo.
Il nonno risponde sapientemente in modo semplice alle prime difficoltà matematiche del ragazzino e chiarisce alla donna vicina di casa nozioni confuse dei tempi della scuola. Quello che colpisce è la caratterizzazione del protagonista:Filo non è un bambino prodigio, è un bambino normalissimo alle prese con i problemi di tutti i bambini: giocare, fare i compiti, scambiarsi figurine con i compagni scuola.. Il nonno è in grado di disseminare le sue pillole di saggezza matematica nelle situazioni quotidiane.
Filo sta ripassando la lezione di geografia sui fiumi più lunghi e le montagne più alte ed ecco la domanda fatidica: "nonno, come si fa a misurare l'altezza di una montagna? Deve esserci un modo veramente ingegnoso, per non doverla perforare da cima a fondo". Al nonno di presta subito la discussione su Talete e la similitudine.
Ci sono tanti altri episodi in cui, con grande maestria Anna Cerasoli riesce a cogliere somiglianze, affinità, relazioni della vita di tutti i giorni di un ragazzo vivace per raccontare la matematica della vita reale, quella matematica che a scuola talvolta si fa fatica a insegnare. L'autrice mostra una via semplice, non necessariamente rigorosa e formale, ma capace di trasmettere quegli elementi di base semplicemente con esempi pratici, riferimenti storici.
Per fare ciò parla con la bocca del nonno sfatando quell’aurea severa che da sempre circonda l’argomento.
Mi ha colpito quanto l’autrice ha saputo trovare un proprio modo di raccontare, facendo divertire, anche con un pizzico di umorismo, e affrontando la matematica con coraggio, senza paure. I libri sono ricchi di simpatiche illustrazioni, pensati per ragazzi ma leggibili anche dagli adulti.
Dalla lettura di questo libro ho appreso un chiaro messaggio: in fondo la matematica non è poi così difficile! E può essere pure bella! Credo che l’intento dell’autrice fosse quello di riappacificare alunni intimoriti dalla matematica con quegli inoffensivi spauracchi che li hanno da tempo immobilizzati nella paura.. Perché è importante che la matematica, quella utile e bella (quella oserei dire “vera”), diventi amica di tutti!
Infine ho notato che si tratta di un racconto matematico simile per certi versi a quello di Enzensberger scritto però in questo caso da un matematico Anna Cerasoli docente delle superiori e autrice di diversi manuali scolastici.
Se si confrontano entrambi , a ben guardare hanno praticamente la stessa struttura, qui al posto del mago c’è la figura di un nonno, il quale racconta al nipotino le meraviglie della matematica. Un nonno che "certo non è un mago - scrive Cerasoli - ma tante magie le avrà fatte di sicuro, altrimenti perché molti suoi ex allievi, ormai adulti, continuano a cercarlo e a volergli ben”. Entrambi si rivolgono ad un bambino delle elementari che arriva alle medie inferiori, con tanti dubbi mai chiariti, che non ha ben chiare le idee fondamentali della matematica e che no sa, ad esempio, quanto faccia cinque diviso zero o quanti siano i numeri pari rispetto all'insieme di tutti i numeri.
Mi ha colpito quanto anche questa autrice come aveva fatto Enzensberger ne suo libro ha saputo trovare un proprio modo di raccontare, facendo divertire, anche con un pizzico di umorismo, e affrontando la matematica con coraggio, senza paure mettendosi nei panni dei bambini. I libri sono ricchi di simpatiche illustrazioni, pensati per ragazzi ma leggibili anche dagli adulti.
Infine voglio segnalare questa intervista ad Anna Cerasoli davvero illuminante!
(http://www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/IntervistaAutore/Cerasoli/Cerasoli.htm
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